Ciò ch'io fabbrico in terra e ciò ch'io fondo,
infelice architetto, appieno esperto
ne' propri danni, ha fondamento incerto,
benché più che non par ei sia profondo.
Ma sì mi piace e mi lusinga il mondo,
che bench'io veggia a mille prove aperto
esser fallace quel ch'ei tien più certo,
l'orno e coloro, e i miei difetti ascondo.
E s'avverrà ch'impetuosa pioggia,
o 'l fiume o 'l vento porti il nuovo albergo
che sorge in arenoso instabil campo,
dove ricovro, ahi lasso, e dove scampo?
se pur a te non mi riparo ed ergo,
che 'n pietra il fondi, ond'al Signor si poggia.