Se con l'ardente spirto Austro talora
o Borea pur con le sue nevi algenti
secca i rivi, e gl'indura o fa più lenti,
sfronda le piante e gli arboscelli sfiora,
de l'ingegno immortal, che più s'infiora
a' vivi raggi de l'eterne menti,
non sono ancor le rose e i gigli spenti,
onde i suoi moti poesia colora.
Ha Parnaso i suoi lauri e l'acque chiare
che s'aperse col piè destriero alato,
lo qual di stelle in ciel lucente appare.
Là sù poggiate; o ver tra noi lodato
somigliate Anfione in mezzo al mare.
Ciò vi consoli e vi può far beato.