Gloria di nobiltade antica e d'armi,
Guevara, avesti e voglie al cielo intese;
e quasi in campo d'onorate imprese,
un alto cor d'invitta fé disarmi.
E simulacri ed archi e 'mpressi marmi
vincendo meritasti, alma cortese,
poi che 'l tuo spirto al puro lume ascese,
chi segna in pietra i lagrimosi carmi?
Ma se non può sottrar la frale spoglia
a la Parca, che prende i preghi a scherno,
il pianto, o lunga far la breve vita,
sia la memoria al mondo ognor gradita,
e 'n mortal laude a morte almen ritoglia,
e faccia fra' mortali il nome eterno.