"Questi occhi, ch'infiniti, eterni, ardenti
nel mio gran cerchio il sommo Padre pose,
a chiare far l'alte sue glorie ascose
diemmi ed a sostener tutti i viventi.
Né sì alta cagion par mi contenti
quanto ch'io posso un volto, e due amorose
luci mirar fra le più rare cose
con tanti lumi, c'ho in lor sempre intenti.
Di quanto cingo infra l'Austro ed Arturo,
fra 'l Tago e 'l Gange tepido, sol elle
son la mia gloria e 'l mio soave scorno.
Taccian de l'opre mie quante fur belle:
questa sola mi piacque, e questa curo".
Così il ciel disse, e sonò Giulia intorno.