Vincenzo, l'armonia di tosca lira
al grave suon de' più severi accenti
sembra al soffiar de' più sonori venti
aura che tace oppressa, e più non spira;
o somiglia un bel rio, che mentr'ei gira
per vie fiorite ombrose, onde correnti
mormorar s'ode, e far quasi lamenti,
ma resta muto ove il Tirren s'adira.
Però le mitre ed ostri, i merti eccelsi
canta di Gesualdo, e palma e tromba
taccia Calliope e la romana Euterpe:
ch'in van tra' vostri lauri edera serpe,
e mal la cetra, che lungo Arno io scelsi,
s'udria su 'l Tebro, ove la tua rimbomba.