Così mai folgor non infiammi o fenda
sublime antica torre in cui si poggia
sol per gradi d'onore, e 'n cui s'appoggia
virtute, onde secura al cielo ascenda;
ma con raggi sereni il sol vi splenda
e la sorella, e 'n disusata foggia
vi stilli preziosa ed aurea pioggia
lo ciel, mentre si squarcia ombrosa benda.
Lume, stile e color d'un novo Apelle,
e di Fidia e Miron metalli e marmi,
men pregiarei del tuo cortese dono.
Dogliomi sol che fra le trombe e l'armi
de' tuoi merti non s'oda il chiaro suono:
e chi più degno è di passar le stelle?