Queste, Marin, che piagni, esangui e smorte
forme, pur come vive il mondo ammira
e quasi accese in onorata pira
ardon nel petto del fedel consorte.
L'alma al suo fin per vie spedite e corte
qual fiamma cui sua spera innalza e tira,
pura e leve, è salita, e vive e spira
fra' trionfanti de l'eterna corte.
Or lagnarsi che pro, se morte il vanto
di lei non ebbe? Ahi ben vaneggia ed erra
chi d'estinta beltà duolsi cotanto.
Procuriam dunque noi dal cielo in tanto
raggio, ch'alto ne scorga omai da terra
al lume de' begli occhi amato e pianto.