Lieto presagio di leggiadra vista,
fanciul, dai ne' primi anni, e 'n te rimiro
pur come un sol, che dal men alto giro
lucido spunta e quinci altezza acquista.
Né di sua propria luce ancora avvista
ha l'alma pargoletta un bel desiro,
qual forse l'ebbe in Alessandro o 'n Ciro;
né canuto pensiero ancor l'attrista.
Teco fortuna scherza, e già t'asside
in seggio adorno, e par ch'a te dimostri
virtute alto sentier solingo ed erto.
Or mentre l'una a l'altra amica arride,
mira l'insegne e le corone e gli ostri,
doni onde onora il ciel la stirpe e 'l merto.