D'aria un tempo nudrimmi, e cibo e vita
l'aura mi fu che d'un bel volto spira;
or che lei mi contende orgoglio ed ira,
di qual esca sarà l'alma nudrita?
I famelici spirti in vano aita
chiamano, e 'ndarno il cor langue e sospira;
ma, se pur l'empia a darle morte aspira,
muoia non per digiun, ma per ferita,
Armi gli occhi di sdegno e strali avventi
a mille a mille, a' feri colpi ignuda
io porgo l'alma non ch'inerme il seno.
Faccia il mio strazio i suoi desir contenti:
ben fia pietà ch'io la riveggio almeno,
non dico pia, ma disdegnosa e cruda.