Cigno gentil che tra le schiere ardenti
ergi sì dolce il canto e spieghi il volo,
che de l'alto Elicona il sacro stuolo
ammira il suon de' tuoi purgati accenti,
non fian de la tua gloria i lumi spenti
se l'Austro cessa o di girare il polo,
che si mesce al tuo canto altero e solo
fra l'armonia de le superne menti.
Ella che cinse di splendor le chiome,
nobil soggetto a la tua sacra penna,
da la reggia del sol t'ascolta e ride.
Già le grand'ali vera fama impenna
e ad eterna memoria altera incide
là ne i bronzi del cielo il sacro nome.