Clelia alfin riede, oh fortunato giorno,
che lieto d'occidente a noi riluce!
Oh bella compagnia, ch'Onore adduce
ed Amor seco folgorando intorno!
Quale al trionfo già facea ritorno
nel Campidoglio invitto e nobil duce,
tal veggio lei ne la serena luce,
veggio la pompa e veggio il carro adorno.
Veggio, o parmi veder, con pure voglie
leggiadra schiera di pensieri eletti,
rinovar trionfando antico esempio.
E lei vittoriosa offrire al tempio,
quasi trofei, de l'alma i propri affetti,
in vece de l'ostili ed auree spoglie.