Napoli mia, che a peregrini egregi
cedesti la corona e 'l proprio regno,
e formasti a gran sede alto sostegno,
dal gelato Aquilon traslati i regi;
par non avesti con più eccelsi fregi
d'eterna fama e d'onorato pegno
di vera pace o pur d'arte e d'ingegno,
di senno e di valor sì rari pregi.
Mentre il buon Rescio è teco e 'n te s'accoglie,
ah! la gloria d'Europa in lui si serba,
se del pubblico onore hai cura e zelo.
Onda salubre e caldo forte od erba
sgombri al saggio signor l'ingiuste doglie,
ch'ei ti placa la terra e placa il cielo.