Tardi, Costanzo, a lagrimar risorgo
la donna tua, per cui si duole e lagna
Napoli mesta, e 'l duolo in me ristagna
intorno al cuore, ov'è 'l suo fonte e 'l gorgo.
Ma col pensier levato a volo, io scorgo
lei che morte da te scevra e scompagna,
de gli angelici spirti in ciel compagna,
e nel suo viso del tuo amor m'accorgo.
Dice ella: "Se già fui Beatrice in terra,
or son beata in cielo, e questa sorte
felice tanto ancora è men gradita,
non perché giaccia il caro vel sotterra,
ma sol perché qua sù mi sia consorte
chi fu de la mortal, d'eterna vita".