Marco, né lode al tuo gran merto arriva,
né tu la brami da volgare ingegno;
pur io temendo un tuo leggiadro sdegno,
esalto quel che nacque a l'Adria in riva.
Ahi! s'a te Palla tua porge l'oliva,
mostra a me l'asta, e di sua grazia indegno
fatto, non giungo di tal pregio al segno,
ch'al canto alletti ogni castalia diva.
Come sia largo il Contareno e giusto,
e fortezza e pietà dimostri unita,
e com'assembri un cesare, un augusto,
dì, ché la rima tua sola e gradita
pochi secondar ponno ed è ben giusto
che mecenate tal ti doni aita.