Alto signor di cui più saggio o degno
non è quanto d'intorno il mare inonda,
l'onor che segue il merto e vi circonda,
già d'inchinarsi a voi non prende a sdegno.
E se fra noi scettro o corona o regno
pari a la stirpe a null'altra seconda
Roma non ha, che de' tesori abonda
celesti solo, è minor pregio indegno.
Dunque convien ch'a gli stellanti chiostri
per agguagliarvi omai la gloria ascenda,
là 've inalzar voi pò virtute ardente.
Ma quel che pò l'Italia e 'l ciel consente
com'a' suoi figli augusti a noi risplenda
e nel fratello esalti il bisso e gli ostri.