Roma ch'al variar d'iniqua sorte
per incendio o per fera ampia ruina
non mutò sede, e com'alta reina
cadde e 'n se stessa ebbe sepolcro e morte,
or che l'antiche glorie in sé risorte
vede e 'l regno, che 'l cielo altrui destina,
ed ogni estrema gente a lei s'inchina
oltre le vie del sol lunghe e distorte,
vorria, donna, seguirvi; e i sette monti
sdegnando, in umil riva e 'n mar tranquillo
prender brama da voi, fortuna e legge.
E s'ella i passi ha del voler men pronti,
natura incolpa e non il gran Camillo,
ma voi servir pria che regnare elegge.