Signor, fra' sette colli e l'oro e l'ostro
e gli archi e le colonne e' vari marmi,
ove scolpite fur corone ed armi,
per cui Roma di gloria è nobil mostro,
spargere a voi desio purgato inchiostro
tra mille al vero onor sacrati carmi,
ché a voi conviensi, e in voi lodando, alzarmi,
perch'abbia eterni pregi il merto vostro.
Ma spaventa fortuna il tardo ingegno,
ch'è pur intento a la sua nobil opra,
che sol d'imprese gloriose ordisco.
Ned altra di tentarne intanto ardisco,
perché la mia avversaria il prende a sdegno,
e temo ch'altro oblio m'involva e copra.