Signor, mentre sottrarmi a' colpi ingiusti
di fortuna crudel pur tento invano,
cantando l'arme e 'l cavalier sovrano,
che fé la santa impresa e i passi giusti;
tu, che d'animo agguagli i grandi augusti,
hai steso a me cortese e larga mano;
io fatto quasi per dolore insano,
ho già gli spazi de la vita angusti.
Almen vorrei, poiché 'l destin mi vieta
la dilettosa piaggia e 'l caro lido,
stender la fama oltre i due mari e l'Alpe.
Ma perché cerca pregio in terra o grido,
se in ciel più lieta e gloriosa meta
ha l'umana virtù d'Abila e Calpe?