L'Egeo di questa vita in seno asconde
e scogli e sirti, ove il nocchiero accorto
gitta le merci; altri sommerso e morto
nel periglioso corso avvien ch'affonde.
Qui speco e fonte ha ne l'ombrose sponde
Cinzio e le Muse, e la sua grazia è 'l porto;
e lucente virtù l'occaso e l'orto
scopre, né mai cadendo i raggi asconde.
Ma se respinge pur fera tempesta
la nave mia, perché di regno in regno
erri pur anco e cerchi Iberi ed Indi,
àncora voi le siate, e quinci e quindi
s'una or non giova in gran fortuna e infesta
fra mille venti al combattuto legno.