Sì come 'l sol che ne riporta il giorno
ciò che d'alto in lui versa e Giove e Marte,
e 'l più tardo Saturno altrui comparte,
co' suoi doni spiegando i raggi intorno;
così tu, nuovo sol, che rendi adorno
il secol nuovo, grazie infuse e sparte
del gran Padre dispensi; io pur in parte
terreno e grave al tuo splendor m'adorno.
Io, che lunga stagion turbato vissi,
qual uom ch'in fosca notte e 'n duro gelo
scorga appena talor pallida luce,
a te mi volgo, o Cinzio; in te riluce
l'alta sua gloria e la virtù del cielo,
ch'illustra de l'oblio gli oscuri abissi.