Donna real, da gli occhi asciuga il duolo,
onde teco Pietà si lagna e piange,
e 'n conforto l'affanno omai si cange,
che lagrime e sospir conduce a stuolo.
Tempri la figlia tua salita a volo
l'aspro martir che ti perturba ed ange,
mentre ella mira il sol ch'indora il Gange
sotto a' suoi piedi, e l'uno e l'altro polo.
Felice madre, che due regni onori,
e non sol porti a questa nobil terra
nuovi eroi d'alto sangue e nuovi duci,
ma, se fede animosa in me non erra,
nuove angelette al cielo ancor produci,
e gioia accresci a que' celesti cori.