Alma gentil, che nulla aspersa al mondo
fosti del grave suo limo terreno,
e di quel suo mortal dolce veneno
poco gustasti o de l'oblio profondo,
anzi il gran rischio del morir secondo,
pura, bella, innocente al ciel sereno
te ne volasti al tuo Fattor in seno,
scosso di care membra il leggier pondo;
e qual pittura ond'è rimosso il velo,
le mostri l'opre sue chiare e lucenti;
e se 'l padre mortale onor t'accrebbe,
che mesto in terra di lasciar t'increbbe,
qual gloria avrai fra le divine menti,
che sua figlia ti chiami il Re del cielo!