Vincenzo, mentre vita in terra avesti
da' più laudati, al più sublime segno
d'alta gloria i pensieri e 'l chiaro ingegno
e l'opre e le parole e 'l cor volgesti.
Te medesmo d'onore alfin vincesti,
ma già salito a più felice regno
lodi basse e terrene hai forse a sdegno,
e l'ascolti nel cielo alte e celesti.
Perch'ogni stella e 'nsieme il sol rimbomba
di tua contesa, onde la morte e 'l nostro
fiero avversario vinto, al Padre ascendi;
e di candida croce in lucido ostro,
presso i trofei di Cristo ivi risplendi,
lodato al suon di più canora tromba.