Fera morte, che Roma hai priva e scossa
d'onor sovrano e 'mpoverito il mondo
a questa etate, e la sua gloria al fondo
d'alto gittata e chiusa in poca fossa;
qual vanto o laude hai di crudel percossa?
o qual trionfo nel dolor secondo?
Benché di nobil alma il grave pondo
sepolto giaccia, abbi la polve e l'ossa,
orride prede e pompe oscure ed adre:
ché 'l chiaro spirto uscì d'incerta guerra
a santa pace, ove tuo stral non giunse.
Or siede col fratello appresso il padre:
così quei che 'l morir divise in terra,
vita immortale in cielo a Dio congiunse.