Santa spada di Dio, che d'ogni parte
fosti acuta e pungente e grave e salda,
passando il cor, che si risana e salda
con quella punta ond'ei l'impiaga e parte,
ferro non vibrò mai torbido Marte,
quando per fiamma di furor si scalda,
dove fa l'Ebro più gelata falda,
con tanta gloria e con sì orribil arte.
Milano il seppe, ove apparir faville
del tuo divin ardore; e poi Costanza,
che di quel chiaro suono anco rimbomba.
O Brando, a cui la Verga unita avanza
se stessa i lieti tronchi a mille a mille,
apristi il cielo, anzi l'oscura tomba.