Bello è l'auro, signore, onde risplende
scettro e corona de gli antichi vostri;
bella vergine a voi con gemme ed ostri
fu data, e bella prole omai s'attende.
Bella fama un bel volo inalza e stende
là 've non giunse il domator de' mostri;
bella legge si scrive in puri inchiostri;
bell'offizio talor s'impone o prende.
Ma fra mille bellezze illustri e conte
passando il pensier vostro al Bello arriva,
ch'occulto abbaglia a' rai, ch'appena io scorgo.
E quei lucenti rivi al vasto gorgo
volger vedendo, ond'anco il sol deriva,
tornar conosce i fiumi al proprio fonte.