Aspirava, Signor, novo Fetonte
A gir su 'l carro de la luce, adorno
De la mia gloria, et a portare il giorno
Per l'alte vie del cielo a me non conte.
Quand'ecco i' vidi lampeggiar la fronte
Di Giove irato e 'l ciel turbarsi intorno,
E fulminato caddi, e nel mio scorno,
Lasso, non mi celò fiume né fonte,
Né mi pianse sorella. Aspro e maligno
Caso, ma pur ho voce ancho e parole
Ond'io mi lagni in loco imo e palustre,
E forse fia che, tua mercede, in cigno
Alfin mi volga, e 'l suo gran volo illustre
Segua così da lunge inverso il sole.