Piangete, o Grazie, e voi piangete, o Amori,
feri trofei di morte e fere spoglie
di bella coppia, cui n'invidia e toglie
e negre pompe e tenebrosi orrori.
Piangete, o Ninfe, e 'n lei versate i fiori,
pinti d'antichi lai, l'umide foglie;
e tutte voi, che le pietose doglie
stillate a prova e i lacrimosi odori.
Piangete, Erato e Clio, l'orribil caso;
e sparga in flebil suono amaro pianto,
in vece d'acque dolci, omai Parnaso.
Piangi, Napoli mesta, in bruno manto,
di beltà, di virtù l'oscuro caso;
e 'n lutto l'armonia rivolga il canto.