Alme leggiadre a meraviglia e belle,
che soffriste morendo aspro martiro,
se morte, amor, fortuna, il ciel v'uniro,
nulla più vi divide e più vi svelle;
ma quai raggi congiunti o pur facelle
d'immortale splendor nel terzo giro
già fiammeggiate; e del gentil desiro
son più lucenti le serene stelle.
Anzi è di vostra colpa il cielo adorno,
se pur è colpa in duo cortesi amanti,
fatto più bello a l'amoroso scorno.
Chi biasma il vostro error ne' tristi pianti
incolpi il sol che ne condusse il giorno,
ch'in tal guisa fallir le stelle erranti.