Signor, la gloriosa e nobil terra
la qual di te par che si glori e vanti
più che de' figli suoi divi e giganti,
fra cui produsse dispietata guerra;
rozzi tesori e informi asconde e serra
a' regi, a' cavalieri, a' fidi amanti;
e serra il suo splendor l'oro e i diamanti,
ma in care forme a te gli apre e disserra.
E scopre in verghe d'or dal sen profonde,
e la fortuna le ricerca e trova,
quasi d'imperio sian presagio e segno.
Così co 'l cielo ella t'onora a prova,
e tanti scettri a te prepara il mondo
quante stelle al tuo crin celeste regno.