Quella che trasse già d'oscura parte
l'or ch'in molt'anni avara mano aduna,
ben fu d'alto signore alta fortuna,
non falsa amica di valore e d'arte.
E non ricerca solo a parte a parte
là 've perpetua e fosca notte imbruna,
ma sovra il variar d'instabil Luna
ha illustre albergo e sovra Giove e Marte,
E dice a te: "Di tua virtù, ch'è duce,
ministra sono, e de' suoi rai mi spargo
infin dal cielo, onde splendore acquisti.
Tu a le cose divine i lumi apristi
d'Amore in prima; e 'l cieco e senza luce
Pluto or vede per te con gli occhi d'Argo".