Virginio, il tuo destrier il primo corse
fra nobil turba, onde Fiorenza è lieta,
a quel pregio ch'i passi stanchi acqueta,
né lui fermò fortuna avversa o torse.
Tu s'al fin corri ove primier precorse
l'antico Orsino, più d'Olimpo e d'Eta
alta e sublime è la famosa meta,
ch'in ciel sovrano, è sovra 'l Carro e l'Orse.
Pregio, ch'è primo al merto, al premio estremo
al fin vi giunga, ond'abbia il mondo esempio
molt'anni e lustri di valor supremo.
Questo m'avanza di più grave salma
conforto sol, né mio desire adempio,
ma dico: "È mio 'l periglio, altrui la palma".