Per iscolpire il vostro nome e l'armi
di tanti eroi, che Roma ornar sovente,
Corinto e Paro non ha degni marmi,
né mandan gl'Indi avorio ed or lucente,
né fina gemma il lucido Oriente,
che teme e trema ancor dov'ella s'armi:
eguali a l'opre antiche i nuovi carmi
solo han le Muse a celebrarle intente.
Ma s'io rimiro il ciel, veggio la terra,
parmi ch'a prova omai de' vostri onori
l'una e l'altro di lor s'adorni e stampi.
Questa dipinge il sen de' nuovi fiori,
quel l'Orse infiamma di celesti lampi,
l'Orse sublimi in ciel, sublimi in terra.