Prisco onor, novo merto e nobil alma,
alto cor, larga mano e chiaro ingegno,
sangue real che d'alta gloria è degno
e che per lui verdeggi alloro e palma,
sono a la nave mia, che tutta spalma
nel mar di vostra lode, il porto e il segno;
ma giunger non vi può sì fragil legno,
se non gitto fra via la cara salma.
Se d'oblio non paventa il vostro merto
e quel nome immortal che non affonda,
il mio perir non può, se a voi m'appiglio.
Voi d'error mi traete e di periglio:
siatemi polo, stella, aura feconda,
e fate certo il fine in corso incerto.