Arno, come Acheloo d'Ercole invitto,
svelto non ti vedesti il duro corno;
né da lui ricevesti oltraggio e scorno,
misero amante in tenzon fera afflitto.
Prima però che renda al mar suo dritto
torci il tuo corso al simulacro adorno,
e i verdi colli e i bianchi marmi intorno
bagna e feconda pur qual Nilo Egitto.
S'egli è dono del ciel, del cielo imago
già non se 'n vanti, o sua città pareggi
con lei che fu d'Augusto opra gentile.
Ch'altre luci, altro sole al sol simile
ti fan più lieto di sua gloria e vago:
felice te, ch'in sì bel corso ondeggi!