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1544–1595

1479

Torquato Tasso

Io, che vinsi le fere, ancisi i mostri posi le mete al mar, le mete al mondo, con Atlante sostenni il grave pondo, e congiunsi gli affanni e i pregi nostri,

nuda alma ascesi a gli stellanti chiostri; ma 'l simulacro mio d'orror profondo voi qui m'alzaste a lo splendor giocondo; acque a voi spargo, a me versate inchiostri

ed a questo di Cosmo invitto figlio, perché di sue vittorie e mie fatiche egli abbia gloria eterna, ambo quiete. Sian questi fonti a me Castalia e Lete

purché di funi invece or Muse amiche e Febo io veggia in lieto e caro esiglio.

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1479 · Torquato Tasso · Poetry Cove