Quel che premer solea l'orrido monte
con l'orme volte a gli stellati giri,
là 've il gigante fiamme e fumo spiri
scotendo il fianco e la superba fronte,
calca or le strade ov'aspirò Fetonte,
che mal ritenne a freno alti desiri;
calca le stelle; e quinci avvien che miri
l'alme tarde al salir, al cader pronte.
Quinci ne sgrida e quinci al cor rimbomba
l'interna voce: "O voi, che dianzi in terra
seguite i certi passi e 'l santo esempio,
a questa pace omai da quella guerra
volgete gli occhi e 'n questo eterno tempio,
dove lutto non ha morte né tomba".