Valore e cortesia, tuo proprio merto,
son di nobil fatica ampia mercede,
perché virtù non trova e non possiede
di se medesma il guiderdon più certo.
In questo spazio de la vita incerto,
ove ciascun che nasce affretta il piede,
e giungendo a la meta, indi non riede,
né pur due volte è in un sol corso esperto,
qual vana pompa o qual marmorea tomba
più 'l fa superbo! qual onor, qual pianto
o qual fama d'orgoglio avvien che spiri!
Ma se a gloria immortale, Orazio, aspiri,
dogliomi che sin or poco rimbomba
l'altrui grazia, il tuo nome e 'l nostro vanto.