Oltre il Gange, oltre il Nilo e l'Indo e 'l Reno
volar devrian con più sonanti carmi
la vostra gloria e l'alte imprese e l'armi,
e i gran nomi a cui 'l tempo è gran veneno;
né potrebbe una man vergarne appieno
le carte, né scolpirne i bianchi marmi,
né cantarne una lingua, e io temo alzarmi
sovra le nubi, e 'n grembo al mar Tirreno,
quasi Icaro, lasciar l'ardite piume.
Dunque altrui più le sparga, e, come giusto,
passi la fama vostra Abila e Calpe:
da me ristretta infra due mari e l'Alpe
parria tra monti ripercosso lume
o vento che rimbombi in loco angusto.