Signor, perché d'Averno al ciel risorga
l'alta Babel con più superbe mura,
e la gran torre ove in sembianza oscura
Nembrot esempio altrui d'orgoglio porga;
od altra maraviglia in cui si scorga
altezza poco al fulmine sicura,
bramerò i dolci colli, in cui natura
vuol che de l'arti sue lieto m'accorga.
E la città ch'in sì mirabil faccia
vagheggia il mar Tirreno, il lido e 'l monte,
onde l'Africa vinta ancor minaccia,
e fra duci ed eroi, che 'n seno accoglie
te, cui Febo di lauro ornò la fronte,
né bastar può senza trionfi o spoglie.