Mentre cade la pioggia e freme il vento,
passa il Tebro le sponde usate e i segni,
e par che di se stesso omai si sdegni
rapido ed ampio, ov'era angusto e lento.
Ma più che 'l danno grave è 'l suo spavento,
pur come a Roma il vincitore insegni
ch'altri suole ingombrar vicini regni,
né del suo giusto imperio è mai contento.
Qual meraviglia è, se chi tuona e regge
pon confine a la terra, al fuoco, a l'onde,
pur ricusa a natura ordine e legge!
che a l'uom tolga il suo freno, e spesso avvampi
il barbarico incendio, e spesso inonde
il diluvio raccolto i dolci campi!