Signor, ch'immortal laude aveste in guerra
là 've i rapidi fiumi agghiaccia il verno,
in pace ancor s'acquista onore eterno,
e mano inerme apre Elicona e serra.
Tu ne la tua famosa e nobil terra
deh! non aver due gran vittorie a scherno:
l'una di te, che 'l tuo nemico interno
puoi raffrenar, quando ei vaneggia ed erra;
l'altra di mia fortuna e d'empie e felle
luci; e se 'l cielo e 'l fato ha ingiusta forza,
chi vide mai più gloriosa palma?
Molti vinser la terra, e tu le stelle:
tu signoreggi il ciel, che tutto sforza,
rendendo vera libertate a l'alma.