Claverio, cui si chiude e si disserra
il ciel lucente e 'l tenebroso inferno,
ché n'hai le chiavi e puoi del regno eterno
a la pace inalzar da questa guerra;
vedi ch'i cori umani indura e serra,
saldo più che diamante, affetto interno,
perché qui sia lo mio pregare a scherno
ed io sol di miseria esempio in terra.
Placami i regi, i duci e l'umil volgo
con dotta lingua e con più ardenti preghi,
ora c'ho da vicin l'uscio di morte.
A la tua fede, al tuo saver mi volgo:
non fia ch'un saggio core aprir si neghi
a chi del ciel può disserrar le porte.