Di che stame ordirò la vaga rete
onde l'aura fugace, Amore, annodi,
mentre fugge l'insidie e spezza i nodi
e le sue fiamme accende e la mia sete?
D'alte querele forse o di secrete?
di soavi lusinghe e care frodi?
o di lacrime sparse in dolci modi?
o di rime dolenti o pur di liete?
Dove fia teso il laccio? ove dispiega
le belle chiome al vento un lauro ombroso?
o pur tra l'erbe di smeraldo ascoso?
Ah! nemico è di pace e di riposo
chi tende a l'aura e chi la canta e prega,
e se medesmo solo avvolge e lega.