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1544–1595

1453

Torquato Tasso

Crescan le palme al Mincio, e i novi allori or nel felice parto, che già precede il quarto, per la speranza de' suoi novi onori.

E le sue rive di smeraldo infiori il fiume ch'ascoltò la nobil musa, per cui di Siracusa ha maggior pregio la tebana Manto,

e più rimbomba il canto, e non pur d'armonia le selve ingombra, ma gran teatri, ove discende a l'ombra, non sol Pan d'Arimanto,

ma Febo stesso, e 'n suon più grave e dolce, arbori, sassi e fere affrena e molce. Ben è ragion, poich'i soavi accenti degna d'udir il padre,

degna d'udir la madre con gli alti ingegni a vera gloria intenti; ma qual de l'auree fiamme in ciel lucenti fu la sua pari stella?

pari ne l'esser bella? Fu Marte, che splendea più lieto in vista, e per usanza pur turbato attrista? o 'l sol, che raggi più lucenti or vibra,

mentre se 'n passa da Leone a Libra, e più la notte acquista puro mostrando il bel seren notturno? o quel che pare a noi pigro Saturno?

Pari ben sono a voi, celesti lumi di chiara stirpe antica ch'ebbe fortuna amica, gli onori, le virtù, gli alti costumi,

che tra l'ombre del mondo oscure e i fumi splendon con vivi raggi; i forti, i giusti, i saggi, i magnanimi duci e gli alti ingegni

produsse a scettri, a regni questa stirpe d'eroi sempre feconda, la cui gloria fra noi vola e circonda oltra gli altari e i segni

d'Alessandro e d'Alcide, e gira intorno e dove sorge e dove inchina il giorno. Talché par quasi fato, e ben conviene che questa invitta prole

risplenda come sole ch'apra le nubi intorno e 'l ciel serene, e che s'agguagli omai la nuova spene con l'antica memoria,

e l'una e l'altra gloria, io dico di nipoti e d'avi illustri, e d'altre imprese ancora e d'altri pregi s'onori, e d'altri più lucenti fregi

per cento e cento lustri, e rinnovarsi paia il tempo veglio, che fu d'ogni valor lucido speglio. Altri opprima gl'iniqui e sparga il sangue

de gli empi e de gl'ingiusti, o pur da' grandi augusti il seggio impetri, ov'è il tiranno esangue; altri vinca il leone orrido e l'angue

e segua illustre esempio d'alzar famoso tempio a la Vittoria, e cento spoglie d'oro e del Trace e del Moro;

altri al fiume sanguigno il ratto corso tardi co' morti corpi e ponga il morso, coronato d'alloro; altri di sostenere il ciel si vante,

e sembri nuovo Alcide a nuovo Atlante. Canzone, io son già stanco, né ben raccoglier posso in breve carta quella gloria ch'è in terra e 'n ciel cosparta.

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