Quasi statua d'avorio, in voi Natura
formò le membra con mirabil arte;
poscia per adornarle a parte a parte
pose ogni studio ed ogni estrema cura.
E 'l bel lume del sole, a cui s'oscura
Venere in ciel, non pur Saturno e Marte,
ne gli occhi vaghi accese, e "'n nobil parte"
disse "risplenderà luce sì pura".
Fortuna allor, ché del gentil lavoro
ogni altezza minor le parve indegna,
il fermò su l'antica alta Colonna.
Io lieto e riverente in lei v'onoro;
v'inchina Italia e Roma, e non si sdegna
chiamarvi dea, non pur celeste donna.