Fabbricò il Tempio con purgati carmi
nobil schiera d'ingegni; e i fondamenti
fur le bellezze e le virtù, possenti
del tempo a dispregiar gli oltraggi e l'armi.
S'estolle in guisa che vi adorin parmi
e le propinque e le remote genti
la effigie impressa ne' sonori accenti,
più natural che non tra bronzi e marmi.
Per man di casto Amor nel sommo è scritto
"Tempio di Flavia" in lettra d'oro eterna:
quinci amante profan rimanga lunge.
Roma non vide mai, non vide Egitto
tempio sì bello, la cui gloria interna
sopra le stelle trionfante aggiunge.