Sacro, sublime e glorioso monte,
che Italia onori e la toscana terra,
via più di quel che la parte o che serra
e schiva de' nemici oltraggi ed onte,
a te risplende il sol purpureo in fronte,
e s'Austro di fortuna altrui fa guerra,
né di tua gloria il mirto o il lauro atterra,
né turba de' tuoi studi il puro fonte.
Deh! tu mi sia Parnaso, in cui distilla
sì puro; e con Olimpo alzato a prova
il mio torbido stato omai tranquilla.
Ato a me sembra, e se 'l mio giorno è scorso
quasi a l'occaso, in te sperar mi giova,
e quasi Calpe abbia la meta al corso.