Questa morte non è, ché non ancide
l'alma del gran Farnese o il nome in terra,
benché tra bianchi marmi un corpo serra
e 'l suo spirto immortal quinci divide.
Ma vera eterna vita, e 'n ciel l'asside
sovra ogni stella che si volge ed erra;
e vittoria di lunga incerta guerra,
qual non ebbe Alessandro, Achille, Alcide.
È trionfo di morte e di se stesso,
è porto di marine atre tempeste,
è regno, ove al suo Re congiunta è l'alma.
Contese, e vinse; ora ha corona e palma;
ora il supremo onore a lui concesso
ha Roma sua, ma pur Roma celeste.