Non fu la morte d'Alessandro acerba
de l'Asia vinta a' vincitori illustri,
come a Roma la tua, che tanto illustri
lei che d'antico onore è men superba.
Per te sua maestate ella riserba,
né spenta fia per corso d'anni o lustri,
allorch'i nomi altrui quasi ligustri.
paion cadendo o fior troncato in erba
Per te piange, e si gloria ancor nel lutto,
mirando le bell'opre e 'l santo esempio.
Da' sette colli intanto a noi rimbomba
e dal Tebro alta voce: "A te costrutto,
padre, qual rogo fia, qual degna tomba?
Se mausoleo non basta, alziamo il tempio".